Ashlyn racconta la sua esperienza di trasferimento dagli Stati Uniti ad Amsterdam, dalla vita quotidiana ai piccoli momenti che hanno reso indimenticabile il suo anno all'estero.
Ashlyn racconta la sua esperienza di trasferimento dagli Stati Uniti ad Amsterdam, dalla vita quotidiana ai piccoli momenti che hanno reso indimenticabile il suo anno all'estero.
Ho scelto i Paesi Bassi, e in particolare Amsterdam, per diversi motivi. Durante i miei studi all'estero ho conosciuto molti olandesi e ho apprezzato molto la loro personalità e la loro cultura. Inoltre, volevo una città che offrisse un buon equilibrio tra vivacità e tranquillità.
Rispetto alla frenesia di Londra e ai ritmi più lenti di Roma e Firenze, Amsterdam mi è sembrata il perfetto compromesso: vivace, internazionale, ma comunque calma e facile da scoprire.
Avevo già visitato Amsterdam in passato e me ne ero innamorata, quindi quando ho iniziato a cercare delle famiglie ospitanti mi è sembrata subito la scelta giusta. Se ti senti attratto da un luogo specifico, di solito c'è un motivo, e nel mio caso ha funzionato alla perfezione.
Ho lavorato al massimo 30 ore alla settimana, il ché mi ha lasciato molto tempo libero. Sono arrivata di sabato e ho iniziato a lavorare il lunedì. Mi sono abituata subito alla mia nuova vita.
La mia famiglia ospitante aveva già ospitato altri au pair in passato, quindi aveva molta esperienza e sapeva esattamente come integrarmi nella loro casa. I bambini erano già abituati ad avere un au pair e parlavano correntemente l'inglese; questo ha reso molto più facile il mio inserimento.
Grazie all'orario di lavoro limitato, ho avuto tempo per:
• Visitare Amsterdam.
• Conoscere i Paesi Bassi.
• Viaggiare in altri Paesi europei
Per scoprire come si svolgeva concretamente la mia giornata, guarda questo breve video della mia routine.
Una cosa che consiglio, soprattutto se viaggiare è uno dei motivi principali che ti spinge a diventare au pair, è di mettere da parte un po' di soldi prima di partire. Avere qualche risparmio da parte mi ha permesso di dire sì ai viaggi e alle esperienze spontanee senza stressarmi, e onestamente ha reso l'intero anno molto più leggero e divertente.
Durante il mio soggiorno avevo una camera privata (e un bagno privato), ma è importante sapere che questo può variare da famiglia a famiglia. Nei Paesi Bassi, le famiglie ospitanti sono tenute a fornire solo una camera privata, non un bagno privato.
Anche i pasti variano. Nel mio caso, ho cenato con la mia famiglia ospitante dal lunedì al venerdì. Non avevo nessun obbligo in merito, ma è qualcosa che mi è piaciuto molto ed è stato un ottimo modo per creare un legame. Non cucinavo granché, mi limitavo ad aiutare nella preparazione dei pasti. Di questi argomenti è meglio parlarne subito con la propria famiglia ospitante.
Se anche tu ti stai preparando per la tua prima chiamata con la famiglia, questa checklist può aiutarti a organizzarti meglio: domande da fare alla tua famiglia ospitante.
Una piccola cosa che mi ha sorpreso quando mi sono trasferita nei Paesi Bassi è stata l'iniziale scarsa familiarità con i marchi di uso quotidiano, anche per cose semplici come generi alimentari, prodotti per la cura della pelle o prodotti per la casa. All'inizio mi sono sentita un po' sopraffatta.
Ciò che mi ha aiutato molto è stato il fatto che la mia famiglia ospitante aveva molta esperienza nell'ospitare au pair, quindi capiva queste piccole fasi di adattamento ed era sempre felice di aiutarmi o spiegarmi le cose. Col tempo ho trovato i miei marchi e le mie abitudini preferiti, e ora mi sembra tutto perfettamente normale. È solo uno di quei piccoli adattamenti che comporta vivere in un nuovo Paese, e ci si fa l'abitudine prima di quanto si pensi.
Il mio consiglio: concediti del tempo. Sentirsi un po' persi all'inizio è una parte del tutto normale dell'esperienza alla pari.
Ci sono molti au pair nei Paesi Bassi e questo rende più facile costruirsi una vita sociale.
Ecco che cosa mi ha aiutato a conoscerli:
Gli amici che ti fai all'inizio potrebbero non essere quelli che frequenterai per tutto l'anno, ma non sarà un problema. Mantieni sempre una mentalità aperta, mettiti in gioco e abbi fiducia nel fatto che troverai le persone giuste per te.
Vivere ad Amsterdam in quanto au pair è stata un'esperienza incredibile. La città è vivace, internazionale e sorprendentemente facile da girare, soprattutto in bicicletta. C'è sempre qualcosa da fare, ma non per questo mi sono sentita sopraffatta.
Una delle mie attività preferite è stata la crociera sul canale al tramonto. Momenti come quello mi ricordavano davvero quanto fossi fortunata a poter chiamare questo posto casa, anche solo per un anno.
Abitare nei Paesi Bassi ha reso i viaggi incredibilmente facili. Da quando mi sono trasferita ho potuto visitare 18 diversi Paesi europei senza mai stancarmi!
Assolutamente! Se ami lavorare con i bambini, ti piace viaggiare e desideri vivere un'esperienza culturale autentica sentendoti comunque supportato/a, i Paesi Bassi, e Amsterdam in particolare, sono una scelta fantastica.
Guardando indietro, diventare una ragazza alla pari in questo posto mi ha spinto fuori dalla mia zona di comfort nel miglior modo possibile. Mi ha aiutato a diventare più indipendente, a incontrare persone incredibili e a creare ricordi che porterò con me anche dopo la fine di quest'anno.
Provare insicurezza e curiosità è del tutto normale: spero che la mia esperienza ti aiuti a fare il grande passo!
Saremo più che lieti di darti il supporto di cui hai bisogno.