Parlare, anche duramente, è alla base di una buona relazione con la ragazza alla pari

Samanta che, come altre mamme italiane, fa i salti mortali tra lavoro e tre bambini, ci racconta l'esperienza fatta con Quston, la loro au pair americana. Samanta non ci nasconde le sue difficoltà e i suoi dubbi e con lei impariamo ancora una volta che parlare sinceramente è la chiave per risolvere tutti i contrasti.

Piazza Vittorio in Torino

Una famiglia con una lunga esperienza di au pair tra bambini e lavoro

Siamo una famiglia di Torino, viviamo in campagna a pochi minuti dalla città. Ospitiamo ragazze alla pari da molti anni. Per noi è un'esperienza interessante, utile e al contempo i nostri figli possono imparare una lingua straniera e alcuni dettagli interessanti rispetto al modo di vivere di un'altra nazione.
Ad agosto 2013 è arrivata una nuova ragazza americana, Quston. Il mio congedo per maternità era terminato e dovevo rientrare al lavoro mentre lei mi aiutava a crescere le nostre due gemelle – che avevano appena 18 mesi quando Quston è arrivata – e il bimbo di 8 anni.

Le difficoltà e i dubbi di una mamma ospitante

Questa volta, stranamente, la nostra nuova ragazza alla pari ci ha messo un po' a capire quale fosse il "ritmo familiare". Abbiamo temuto che non ce l'avrebbe fatta e abbiamo dubitato che non fosse quella giusta. Anche se ci sembrava strano siccome, dopo molti anni di esperienza, la nostra procedura di scelta, intervista e colloquio con le ragazze aveva sempre funzionato molto bene. Ammetto che ero preoccupata, infatti, non potevo permettermi di investire altro tempo nella ricerca di un'altra candidata. Le mie sensazioni erano contraddittorie: il mio cuore mi diceva che c'era un problema di comunicazione tra noi, mentre con le piccole gemelle vedevo che la sintonia c'era.

Come vincere la barriera linguistica e trovare il modo giusto per mettere a posto le cose

Parlare di queste cose con qualcuno che ha una madre lingua diversa dalla tua non è mai facile, per nessuno dei due. Infatti, specie in queste situazioni, si deve essere in grado di spiegarsi e di comprendere in modo preciso. Quindi decisi di scriverle una mail: le scrissi che eravamo contenti di lei, ma che avremmo avuto bisogno di fare degli aggiustamenti. È stato difficile per me scriverle col cuore in mano e altrettanto difficile per lei leggere che le cose non stavano andando per il meglio.

Una delle migliori esperienze alla pari in assoluto

Dopo molti mesi da quella e-mail, la sola cosa che posso dire è che Quston è una delle migliori ragazze alla pari di sempre. Attenta ai bambini e indipendente tanto da avere la sua vita sociale fuori dalla famiglia, da sapersi prendere i suoi spazi di svago con persone della sua età e riuscendo al contempo a essere assolutamente rispettosa delle nostra casa e del nostro stile di vita.
Che cosa abbiamo imparato da questa esperienza? Parlare, anche duramente, è alla base di una buona relazione con la ragazza alla pari. I problemi, infatti, possono persino dimostrarsi ottime occasioni per migliorare l'organizzazione familiare e riuscire a far sì che l'au pair sia inclusa davvero come una nuova figlia maggiore, come Quston resterà sempre per noi!

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