Summer au pair: l'esperienza di una famiglia ospitante

Cosa vuol dire accogliere un au pair durante i mesi estivi? Una famiglia ispano-tedesca che vive a Barcellona racconta la sua esperienza.

Sarah e Marlene
, in Per famiglie ospitanti

Erika vive col marito e la figlia Marlene a Barcellona. Entrambi i genitori lavorano a tempo pieno, il che significa che organizzarsi per curare la piccola Marlene durante le vacanze estive non è mai stato semplice. Nel 2015 avevano provato a iscrivere la figlia a un campo estivo, per poi capire che non era la soluzione che faceva al caso loro. Hanno così deciso di cercare un'alternativa per l'anno seguente, iscrivendosi al sito di AuPairWorld e trovando un au pair che trascorresse l'estate assieme alla loro famiglia.

Come in un campo estivo... ma senza allontarvi da casa vostra!

"Un'amica mi aveva parlato di AuPairWorld e di tutte le esperienze positive avute ospitando au pair" racconta Erika "Inoltre, io e la mia famiglia avevamo appena traslocato in un appartamento più grande e ci è sembrata l'occasione perfetta, dal momento che avremmo avuto lo spazio necessario ad accogliere un au pair in casa nostra". La famiglia ha così iniziato le ricerche tramite AuPairWorld. Molte e-mail e diverse chiamate Skype dopo, avevano trovato la loro au pair: Sarah, una ragazza tedesca di 25 anni.

"Già nel corso delle nostre conversazioni su Skype mi aveva fatto un'ottima impressione. Aveva già avuto modo di trascorrere del tempo all'estero, dunque sapeva bene cosa voleva dire. Inoltre aveva un approccio molto positivo nei nostri confronti, comunicando in totale onestà e chiarezza".

Un arricchimento linguistico reciproco

Un altro punto a favore era la possibilità, per Marlene, di parlare con Sarah in tedesco (madrelingua del padre ma non della madre, che parla invece spagnolo). "Ovviamente siamo a conoscenza del fatto che un au pair non è un insegnante di lingua," aggiunge Erika. "Ma ci siamo accordati con Sarah a questo proposito. Avrebbe parlato in tedesco con nostra figlia e in spagnolo con me e con chiunque altro al di fuori della nostra famiglia, così da migliorare le sue conoscenze linguistiche".

Un'avventura che merita di essere vissuta... più volte!

Sarah ha trascorso tre mesi con Erika e la sua famiglia, ed è stata un'esperienza indimenticabile per tutti loro. Marlene ha stretto un legame talmente forte con Sarah, al punto da considerarla come una sorella maggiore. Erika e suo marito hanno avuto modo di passare più tempo insieme come coppia. A questo proposito proprio lei ci racconta: "Sia la mia famiglia che quella di mio marito vivono in altre città, ma grazie a Sarah siamo riusciti comunque a ritagliarci del tempo per noi." 

"Ovviamente, includere un altro adulto nella propria routine familiare richiede degli accorgimenti," aggiunge Erika "ma, personalmente, sono comunque riuscita a trasformare questa novità in un'occasione di crescita personale e di miglioramento per tutta la mia famiglia."

Per la prossima estate, Erika e la sua famiglia hanno già deciso di ospitare un'altra au pair e questa volta si tratta di una ragazza italiana: "Non vediamo l'ora di conoscerla e vivere una nuova avventura".

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