L'au pair è un membro della famiglia, non un dipendente

Domanda della settimana (18 luglio 2011). Mamma Nicola si meraviglia delle grandi pretese di alcuni au pair: la sua ultima au pair pretendeva molto ma rendeva poco. Quando le sue richieste economiche sono diventate troppo alte, ha quindi deciso di licenziarla. Cosa possono fare le famiglie ospitanti per proteggersi dagli au pair che vedono il soggiorno alla pari solo come un modo per guadagnare dei soldi e vice versa?    

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Caro Team di Supporto di AuPairWorld,

grazie al vostro sito, da diversi anni trovo ottimi ragazzi alla pari. Recentemente, però, ho avuto anche qualche esperienza negativa. Apparentemente, alcuni au pair non hanno la benché minima idea di cosa voglia dire partire per un soggiorno alla pari. Ecco alcuni esempi: la prima domanda della nostra ultima ragazza in merito alla paghetta è stata: "Non potrebbe essere un po' più alta?", seguita da: "Che auto posso usare?". In più ha preteso che le comprassimo dei carissimi prodotti dietetici per seguire una certa dieta, nonché un nuovo materasso in lattice. Oltre al corso di lingua, abbiamo anche dovuto pagare per il volo.

Nel corso delle prime settimane si è trovata subito un lavoro a tempo pieno in un hotel, occupandosi di nostra figlia solo tre ore al giorno. Nonostante gli accordi presi, in casa non ha mai fatto nulla. Quando un bel giorno ha chiesto che le alzassimo ancora la paghetta, ho deciso di licenziarla. Cosa possiamo fare per proteggerci dagli au pair che vengono nel nostro paese solo per guadagnare dei soldi?

Nicola dalla Germania

La risposta del Team di Supporto di AuPairWorld

Caro Nicola,

Per farla breve: licenziare l'au pair è stata la cosa migliore da fare. Chiaramente non si trattava della classica e "vera" ragazza alla pari. Per questa ragione abbiamo immediatamente cancellato il profilo dell'au pair anche dal nostro sito. Noi di AuPairWorld cerchiamo di avere solo au pair e famiglie che si riconoscano nell'idea che sta alla base del lavoro alla pari. La ragione è semplice: vogliamo che insieme si divertano e, alla fine dell'esperienza, possano conservare dei bei ricordi.

Lo scenario migliore sarebbe stato, ovviamente, quello di non averla mai presa a lavorare da voi. A questo proposito, in futuro vi consigliamo di chiedere sin da subito all'au pair se quel che vuole è davvero un'esperienza alla pari. All'interno della nuova sezione dedicata ai soggiorni alla pari abbiamo inserito questo tipo di domande anche per gli au pair alla voce Quick Check.

Il collocamento alla pari si differenzia moltissimo da un normale rapporto di lavoro per entrambi le parti. Per questo motivo, noi di AuPairWorld non lo descriviamo mai come un "impiego". Il tradizionale soggiorno alla pari è qualcosa di totalmente diverso: la famiglia ospitante accoglie una nuova figlia o figlio maggiore in casa e, come risultato, l'au pair impara non solo una nuova lingua, ma anche gli usi e i costumi del paese ospitante nella maniera più autentica in assoluto.

L'au pair, in cambio, dovrà vedere il collocamento alla pari come un vero e proprio "scambio culturale a livello famigliare" e non come una mera fonte di guadagno. Proprio per questo non riceve un salario, bensì una paghetta. L'au pair non è né una tata né un dipendente. L'au pair diventa un membro della famiglia per tutta la durata del soggiorno. Questo aspetto dev'essere ben chiaro! Se una delle due parti ha un altro concetto del collocamento alla pari, o magari altre aspettative al riguardo, è molto probabile che qualcosa vada storto. Se le aspettative di entrambe le parti sono state precedentemente chiarite, l'esperienza alla pari non potrà che avere successo!

Speriamo che questi nostri consigli vi siano stati d'aiuto.

Il Team di Supporto di AuPairWorld

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