Becoming a host family in Italy
Valeria: It's a give-and-take experience!

Valeria from Italy has decided to share her point of view on the au pair placement with us.  Even though a person must sometimes take into account negative experiences, Valeria believes that a mutual exchange is by far the best way to learn and grow. Valeria writes her story in Italian.



Siamo una famiglia di quattro persone mamma, papà e due bambini di 9 e quasi 11 anni. Abitiamo in una piccola cittadina in mezzo al verde a 50 km circa da Milano e abbiamo avuto diverse esperienze di ragazze Au-pair, la più lunga e positiva con una ragazza di Dresda che ha vissuto con noi 5 mesi e che oramai consideriamo come un membro della famiglia; siamo tornati ieri da un viaggio a Dresda per andare a trovarla in compagnia anche dei nonni.

La prima esperienza non è stata delle migliori

Come prima esperienza, l’estate scorsa, abbiamo avuto una ragazza tedesca di 25 anni che pensava di essere da noi solo come punto d’appoggio per coltivare le sue amicizie italiane ed il suo ragazzo. Per lei era impensabile stare a cena con noi e se cenava spariva nella sua camera immediatamente dopo aver ingerito l’ultimo boccone. Coi bambini poi, non ne parliamo, non aveva proprio voglia di gestirli, anzi litigava con loro e non era in grado di proporsi come punto di riferimento. L’importante per lei era mettersi sulle sdraio al sole in giardino, chattare su Facebook, anche durante il tempo da dedicare ai bambini per concordare le uscite serali per frequentare le discoteche della zona o di Milano e rientrare all’alba.

Alla fine abbiamo concluso l'esperienza in anticipo

In aggiunta a tutto questo non aveva le idee chiare su cosa volesse fare della sua vita; inizialmente cercava un lavoro per rimanere in Italia vicino al suo fidanzato, poi ha cambiato idea e voleva iscriversi all’università a Milano, ovviamente, per farle valutare tutte le opzioni l’abbiamo sempre accompagnata sia nella stesura del curriculum che all’Università. Ma questi non sono gli esempi che desideriamo dare ai nostri figli di 11 e 9 anni e quindi non abbiamo potuto fare altro che interrompere il rapporto dopo solo un mese e mezzo. Ovviamente lei è rimasta molto male della nostra decisione perché si trovava bene con noi e si sentiva meglio che a casa propria.

La nostra perseveranza ci ha portato fortuna

Nonostante questa esperienza non proprio positiva, non ci siamo dati per vinti ed abbiamo proseguito le nostre ricerche, finché a Novembre abbiamo concordato un soggiorno di 5 mesi con una ragazza di Dresda di 24 anni che ci è rimasta nel cuore. Con lei si è subito creato un feeling speciale; lei ha capito e apprezzato il nostro modo di vedere ed ha condiviso con noi alcune sue osservazioni, anche sui bambini e noi abbiamo accolto con entusiasmo quanto ha saputo trasmetterci. Insomma, per noi ospitare una Au-pair non significa volere una donna di servizio o una baby-sitter in casa, ma è volere accogliere un nuovo membro della famiglia; come tale va compreso e aiutato ma deve anche aiutare e comprendere.

Non tutti sono pronti a mettersi in gioco

Abbiamo capito, soprattutto dalle altre due esperienze successive e dai vari colloqui, che non tutte le persone che desiderano entrare nei programmi di Au-pair abbiano però le giuste caratteristiche di indipendenza e soprattutto la volontà di mettersi in gioco. Molte prendono l’impegno di venire, poi all’ultimo lo cancellano, altre pensano di trascorrere un periodo piacevole in qualità di ospiti, altri ancora trascorrono la giornata in panciolle ed al solo chiedere se per favore sistemano la camera o il bagno che non vengono puliti dal loro arrivo si impermaliscono o ancora peggio decidono di andare via perché non si sentono delle donne di servizio.

Uno scambio reciproco e positivo è possibile

Come famiglia ospitante ci rendiamo conto che non sia facile lasciare la propria casa per andare a vivere con persone del tutto sconosciute – io stessa l’ho fatto quando ero adolescente e so cosa si prova. Però, per me l’andare da sola all’estero è stata una esperienza positiva che mi ha aperto gli occhi alla vita e mi ha permesso di crescere anche molto rapidamente. E’ per questo che continueremo a cercare; desideriamo dare la stessa opportunità alle ragazze nostre ospiti e dimostrare anche ai nostri figli che uno scambio positivo è possibile.

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