Diventare una famiglia ospitante in Italia
I bambini ora vogliono un ragazzo!

Ognuna delle esperienze vissute è stata importante, soprattutto dal punto di vista culturale. Ora, però, dopo quattro meravigliose ragazze, i bambini di Sonia dall' Italia vorrebbero che il nuovo au pair fosse un maschio come loro.



Difficile gestire i bambini durante le vacanze estive

Siamo una famiglia che vive in una cittadina del Nord Italia, a pochi chilometri dal centro. Io e mio marito abbiamo due vivaci maschietti che ora hanno 8 e 9 anni. Da quando il più piccolo ne aveva solo tre, abbiamo cominciato prendere per il periodo estivo ragazze au pair; io infatti lavoro e d'estate è sempre complicato gestire i bambini che stanno a casa ben 3 mesi da scuola!

È andata sempre bene anche se mi dicevano di non fidarmi!

Le amiche mi dicevano: “Come fai a fidarti a prendere in casa qualcuno?  Potrebbero fare del male ai bambini, io non mi fiderei”. Addirittura c'è stato chi mi ha detto: “Se tuo marito ti tradisce con una di loro?”. Noi siamo stati fortunati e finora è sempre andata bene. Mio marito non è scappato con nessuna ventenne e nessuna di loro ha mai rubato niente!

Per tutti noi è stato fondamentale avvicinarsi a nuove culture

Sono state 4 esperienze molto belle, a ognuna di queste ragazze ci siamo affezionati in modo diverso, perché abitare sotto lo stesso tetto per due mesi è sempre un'esperienza importante! A volte manca anche po' la privacy, si tende ad evitare discussioni di fronte agli estranei e i rapporti sono un po' più formali ma per un certo periodo non fa male. Tutte le au-pair che abbiamo scelto parlavano almeno un po' di italiano però il fatto che fossero straniere e provenienti da culture diverse è stato fondamentale per i bambini e per noi genitori.

Quattro esperienze diverse, ma tutte molto positive

La prima era austriaca, e i bambini la ricordano ancora. Era giovane ma molto matura. Di lei ci si poteva fidare al 100% e infatti non ho mai avuto dubbi. I bambini le hanno voluto un gran bene e si ricordano ancora qualche particolare di lei. Stava in famiglia molto volentieri ed era molto interessata a tutto ciò che facevamo. La seconda era la più piccola di casa e si vedeva. Era una ragazzina che usciva dalla famiglia per la prima volta,  ma si è sempre arrangiata, voleva imparare a cucinare  e giocava volentieri con i bambini. Nel suo tempo libero ha conosciuto vari amici e ha trovato una libertà che non aveva a casa sua, così era spesso in giro e nei week end preferiva  uscire con i suoi coetanei, ma posso capirla.

La terza era svizzera, dolce e tranquilla, stava sempre con noi, anche nelle nostre gite in montagna; era riservata e timida e il nostro piccolino la cercava continuamente. L'abbiamo apprezzata tutti molto ed è stato un po' triste l'addio. Infine, la ragazza che abbiamo avuto due estati fa, l'ultima volta, era finlandese, poco loquace, educata e un po' severa con i bimbi. Avevo sempre l'impressione che ci giudicasse deboli nei confronti dei bambini, che fossero maleducati. Forse non le eravamo molto simpatici ma poi è tornata a trovarci l'anno successivo insieme alla mamma e ci è rimasto anche un bel ricordo di lei. Di certo abbaimo imparato che l'educazione nordica è più rigorosa e che da loro ci sono molte piu' regole che i bambini imparano a rispettare e qualche volta ci siamo vergognati dei nostri bambini, belli spontanei ma spesso anche troppo!

Skype e Googlemaps sono essenziali

Ognuna di loro si è dimostrata responsabile, affidabile e ordinata, fin dall'inizio avevo preso accordi chiari, ci siamo scambiati email e parlato con Skype; ora con googlemaps è possibile vedere nei minimi particolari dove la famiglia abita così non ci sono brutte sorprese. Dei rapporti con le ragazze mi viene in mente questa cosa a cui noi quarantenni non siamo abituati: queste ragazze di 19-20 anni sono tutte sempre, nel loro tempo libero, costantemente connesse, messaggiano con gli amici e con casa; secondo me dovrebbero staccarsi di piu' e immergersi nella loro nuova vita, ma probabilmente il mondo dei ventenni di oggi è così. Non sanno stare senza Internet e senza le chat!

Ora è giunto il momento di ospitare un ragazzo!

I bambini ora sono cresciuti: in estate credo che abbiano bisogno di passare qualche settimana anche con i loro coetanei ma la nostra intenzione ora è di cercare una au-pair durante il periodo scolastico, e di lanciarci -noi genitori- con l'inglese. Finora abbiamo sempre preso infatti ragazze che parlavano italiano perché non ci sentivamo in grado di rapportarci con chi non lo parla. Ma vogliamo fare  un tentativo, ci buttiamo perché vogliamo che i  bambini imparino una lingua straniera e questo sarebbe il mezzo migliore per farlo. I bambini ora chiedono un ragazzo, sono in un 'età in cui "odiano" le femmine, a parte la mamma, e chiedono a gran voce un au-pair maschio. Non mi dispiacerebbe a dire il vero, magari li saprà intrattenere meglio in alcuni giochi (pallone, giri in bici etc.) ma allora succederà che chiederanno a mio marito quello che hanno chiesto a me??

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