Becoming a host family in Italy
Host mother Monica: Being an au pair means gaining life experience!

Monica from Italy and her family had different experiences with each one of their au pairs. “We hosted girls from Australia and the USA. Living with people from such different backgrounds was not only positive for ourselves, but also for our children.” Monica wrote her story in Italian.



Prima au pair, prima figlia acquisita

Monica and her familyLa nostra prima ragazza au pair era australiana ed è stata una persona veramente vicina alle nostre bimbe, una giocherellona, sempre allegra e divertente. Non era molto ordinata come piacerebbe a me, la sua camera era un disastro dal punto di vista dell’ordine , ma il suo essere ragazzina, maestra di inglese  con le bimbe compensava questa sua mancanza. La mia bimba più grande, molto indipendente anche nel sistemare le sue piccole cose ha subito notato la differenza. Ha visto con semplicità la diversità di modi delle persone e piano piano ha imparato ad accettarla, nonostante pensasse che ciò che aveva imparato da me (come madre) fosse l’unica realtà! Questa ragazza è arrivata come au pair ed è andata via come una figlia! Questa ragazza ha la chiave della nostra casa e il prossimo anno tornerà qui in Italia a sposarsi nella sua amata Asolo!

Con la seconda au pair abbiamo fatto il bis!

Poi c’è stata una ragazza italo-americana per ben 2 estati consecutive, e con lei è stato bello vedere la sua parte italiana (trasmessa dalla madre) e la parte americana dettata dal fatto che appunto è nata e vissuta negli USA. Ha insegnato inglese alle mie bimbe con naturalezza e semplicità ogni giorno con i compiti di scuola e con il parlare normalmente solo in inglese. Lei è già ritornata a trovarci perché quest’anno ha studiato per 6 mesi in Italia, quindi chiaramente è sempre ben felice di rivederci.

C'è anche chi vuole fare solo una vacanza gratis

Di base siamo una famiglia accogliente, a casa nostra c’è sempre qualcosa di buono da mangiare in frigorifero e in dispensa e ci piace molto fare festa con gli amici! Quest’anno non è andata così bene invece, perché abbiamo scelto una ragazza che una volta arrivata si è impegnata ed eravamo tutti molto positivi nei suoi confronti e poi il meccanismo si è rotto subito. Non è più andata d’accordo con mia figlia più grande e poi è venuta fuori la sua unica volontà cioè fare le vacanze “gratis”, stare sul computer il più possibile durante la giornata e lasciare che le mie bimbe si arrangiassero a preparare la tavola e a sistemare la cucina, la loro camera e altre piccole cose, Inoltre non era presente durante i compiti della scuola per le vacanze, non era di supporto come le avevamo ben spiegato. Per noi poi è essenziale che queste ragazze parlino in inglese, così le bimbe  imparano questa lingua nel quotidiano invece lei si ostinava a parlare italiano, che purtroppo nemmeno sapeva!

Alcune regole vanno rispettate

E’ vero che tutti dobbiamo riflettere, le famiglie devono accogliere bene queste ragazze e farle sentire accettate e ben volute, però anche loro devono pensare/ragionare che l’esperienza au pair riguarda sì conoscere il mondo, uno stile di vita, ma non è una vacanza, è una esperienza di vita con i bambini al di sopra di tutto! Loro sono i protagonisti dell’esperienza stessa, altrimenti non avrebbe alcun senso di esistere! Poi nella gestione della casa è chiaro che non chiediamo troppi lavori, ma la cura delle nostre piccole esigenze è fondamentale. Se non ci piace il disordine è chiaro che una persona dovrebbe impegnarsi a non crearlo almeno!!!! E poi se ti diciamo di alzarti ogni mattina alle 8.15 lo dovrai fare sempre e non dovrò ripeterlo tutto il tempo. A noi purtroppo è accaduto anche questo! Non è per stressare la ragazza fissare un orario di wake up, ma è solo perché questa è la nostra regola di genitori, per noi le vacanze dei bambini non sono di certo dormire fino a mezzogiorno!  

Siamo già alla ricerca di un'altra au pair

Ad oggi stiamo già cercando un’altra ragazza alla pari e non ci scoraggeremo per questo anno un po’ sotto tono, del resto anche questa è una esperienza e siamo convinti che anche dal negativo c’è sempre da imparare! Auguriamo a tutte le famiglie di fare una ottima esperienza e se non lo dovesse essere quella successiva lo sarà sicuramente. Questi scambi di aiuto, di esperienze di vita, di un volersi bene anche con chi fino al giorno prima era una persona estranea è una cosa che va oltre le normali abitudini, ma ci può solo fare del bene ed aiutare a vivere in questo mondo meraviglioso, ad accrescere la nostra vita come genitori, come persone umane e quella dei nostri piccoli bambini che stanno “aprendo” il loro cuore agli altri e muovendo i “primi passi” della vita !

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